Sanguepazzo (2008)

Sanguepazzo (2008)
Questa è una storia basata su eventi realmente accaduti circa due persone molto poco sappiamo chi ci vive al di fuori dei confini dell’Italia. Due attori Osvaldo Valenti e Luisa Feridi che sono stati uccisi dalla resistenza anti-fascista di quel paese per controllare questi ultimi due il presunto collegamento tra i registi con il regime fascista, della controllata italiana di Benito Mussolini dal 1922 fino alla sua sconfitta e conseguente linciaggio nell’anno 1945.

Golfiero Goffredi (Alessio Boni)

Golfiero Goffredi (Alessio Boni),
L’argomento del film, basato su anni in cui si stava sviluppando la Seconda Guerra Mondiale, con particolare attenzione ai giorni che precedono l’esecuzione di Osvaldo e Luisa, con la presentazione di questa storia attraverso l’uso ripetuto di flasbacks che ci portano molto più indietro, anche prima che gli attori conoscersi, rendendo più facile per noi a controllare come stava sviluppando la sua storia d’amore, seguito da un’ombra di Golfiero Goffredi (Alessio Boni), un regista che non raccogliere molte simpatie tra il regime fascista e che hanno avuto molte difficoltà per ottenere i loro progetti cinematografici. Nonostante questo ottenere che Luisa Ferida (Monica Bellucci), può diventare una stella del cinema italiano.

Ben sapendo l’esito di questo film, ci si inizia a chiedersi dove sta quindi l’interesse a vedere. Per tale ragione ho ritenuto di me e dopo averlo visto ho risolto il mio dubbio. Svolge la sua missione con il proposito di offrire una visione realistica di ciò che era accaduto con i due attori citati, evidenziando come si dà a conoscere Osvaldo Valenti (Luca Zingaretti), dipendenti dalla cocaina e donnaiolo, che a quanto pare flesso nel film non ha un tono di voce troppo adatto per alcuni produttori. Tutta la storia è molto ben impostato e ha una fotografia notevole. Quasi totale assenza di musica e praticamente anche, shockers. Silenzioso e con i dialoghi, lento e sussurra. Tranquilla. In molti aspetti, bello.

Osvaldo Valenti (Luca Zingaretti)

Osvaldo Valenti (Luca Zingaretti)
Non è un grande film, ma è interessante, interessante e aiuta a capire alcuni aspetti della società e della politica italiana di quegli anni, in aggiunta a approccio alla vita privata dell’attore del momento. Tutto il cast si dimostra corretto, in fase di Luca Zingaretti (“A casa nostra“, 2006), che presenta l’opera più importante, seguita da un notevole e sempre splendida Bellucci (“”Malèna”“, 2000), oltre al sempre discreto Alessio Boni (“La bestia nel cuore“, 2005). In caso contrario, il Marco Tullio Giordana“La meglio gioventù“, 2003) sempre: questo è corretto, amico dei racconti di fate e delle scene più vicina al cinema di altri anni, timido e schivo, poco elegante e forte. Con tutto questo, due ore e mezza di film per avere un buon tempo e di arricchimento per un po’.

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